Da Cherasco in Libano

Le lumache italiane nel lontano paese

Il direttore dell’Istituto Internazionale di Elicicoltura di Cherasco, Giovanni Avagnina è da pochi giorni rientrato dalla trasferta presso l’Università Santo Spirito di Beirut in Libano. Su invito di varie organizzazioni libanesi il fondatore dell’elicicoltura italiana a ciclo biologico completo e promotore dell’allevamento elicicolo “al naturale” senza utilizzo di mangimi industriali, ha tenuto due importanti conferenze e lezioni per la diffusione in quel paese della produzione delle lumache Helix.

La manifestazione più importante si è tenuta nella Sala d’Onore dell’Università Cristiano–Maronita del Libano con la presenza eccezionale del Presidente della Repubblica Generale Michael Sleiman, di 8 ministri in carica, di circa 150 sindaci, del colonnello RIVA, comandante dei 1.300 militari italiani in servizio per l’ONU in Libano, di oltre 800 imprenditori agricoli, numerosi docenti della Università e con la ripresa in diretta di 6 televisioni nazionali.

Il convegno, che fa seguito a numerosi incontri avvenuti, in Italia, tra la struttura cheraschese e alcuni responsabili di organizzazioni agricole libanesi, è stato il motivo per presentare ufficialmente il progetto di collaborazione tra l’Italia e il Libano per produrre lumache della specie Helix Aspersa in quel paese. E’ ferma intenzione infatti del governo libanese e delle organizzazioni umanitarie lì presenti spingere in particolare la popolazione della valle della BEQA’ a sostituire le attuali produzioni di piante oppiacee con allevamenti di questi molluschi seguendo il metodo naturale italiano e ottenendo così una esportazione legale di prodotti verso l’Europa.

Giovanni Avagnina, che ha già portato in molti paesi del mondo il messaggio della lumaca cheraschese, dichiara di essersi emozionato non poco mentre, accanto al Presidente e al Rettore dell’Università, in mezzo a misure di sicurezza eccezionali, visti i tanti attentati nel paese ad autorità politiche, venivano suonati gli inni nazionali d’Italia e del Libano, tra l’interesse e l’entusiasmo generale per la proposta di collaborazione e di lavoro tra i due paesi.

Il mattino seguente tutti i quotidiani del martoriato stato mediorientale, riportavano in prima pagina la notizia e parlavano ampiamente del progetto italiano di cooperazione.